L’unione fa la forza…

Inutile fare gli ipocriti.

Non sarà un Natale facile e i motivi li conosciamo tutti. La crisi economica morde; le famiglie incontrano sempre maggiori difficoltà ad arrivare in fondo al mese; cresce l’esercito dei nuovi poveri; i giovani non trovano lavoro.

Nel contempo, la corruzione dilaga e i disonesti ingrassano. Basta leggere le cronache dei quotidiani o seguire le trasmissioni televisive per rendersene conto.

Non sarà un Natale facile per i lavoratori, sia dipendenti sia autonomi, per i pensionati, per le giovani coppie che vorrebbero mettere su casa ma non ce la fanno.

Per questo, in una situazione del genere che tutti speriamo volga al più presto verso il crinale discendente in quanto – per una questione fisica – dopo l’erta faticosa c’è sempre la discesa (meglio se dolce), occorre fare quadrato e attendere che finisca la nottata.

Un’esigenza, più che un auspicio. Valida in ogni ambiente e situazione ma, per quanto riguarda il nostro piccolo, e in particolare la comunità in cui viviamo, del tutto salutare e salvifica. Per restare a noi che un contributo in questo senso cerchiamo di darlo attraverso le nostre attività sociali, culturali e sportive, pure servendoci di questa pubblicazione, è positivo constatare come la strada intrapresa sia quella giusta.

Rancori, invidie, piccole e stupide faide di paese sembrano finalmente superate. Cadimare e i suoi abitanti, in questi ultimi tempi, hanno acquisito una maturità che forse prima non avevano perdendosi troppo speso in inutili ma deleterie contrapposizioni.

Mai come in questo momento, tanto particolare e molto difficile, il serrare le fila e remare (trattandosi della capitale della voga, questa similitudine si attaglia perfettamente a Cadimare) lungo la medesima rotta si rendono indispensabili.

L’importante è farlo per intima convinzione, senza esserci costretti.

Mi hanno chiesto, in quanto direttore responsabile, di scrivere queste righe in occasione del numero natalizio del giornale.

Il filo conduttore – mi hanno suggerito – dev’essere “L’unione fa la forza” e, siccome non mi piace recitare da moralista né da saputello né, tantomeno, da demagogo, mi limito a osservare che, forse, non ci sarebbe neppure bisogno di discutere su un concetto così ovvio e banale.

Ma spesso la vita, il lavoro, la famiglia, gli amici e pure i “nemici” ci impongono di fermarci e di riflettere sul senso perduto della comunità e sulla necessità di non perderci nell’individualismo o, peggio, nell’egoismo.

Siamo a ridosso del Natale e non serve essere credenti per sentire questa esigenza di fratellanza. Anche da laici, da agnostici o da atei si può e si deve aspirare alla solidarietà e alla fratellanza.

Buon “difficile” Natale a tutti.

Da Tellaro a Porto Venere, dal campanile di San Giorgio alle bocche di San Pietro.

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